Andrea Tessitore -

22/05/08

Ferrovie dello Stato: una TRISTEZZA.

Prendere un treno in Italia è un'esperienza triste, con eccezione per alcuni treni speciali.

Mi è capitato ieri mattina quando per l'ennesima volta sono stato costretto a prendere un treno regionale da Torino a Milano perchè non c'erano più posti disponibili sul treno ad alta velocità. A differnza di Alitalia, che a mio parere non ha nulla da invidiare alle altre compagnie mondiali, a parte la gestione, le Ferrovie dello Stato hanno un servizio di bassa qualità e un'immagine vecchia e triste.

Quando parlo di bassa qualità mi riferisco a mancanza di pulizia e igiene: mi ha profondamente rattristato viaggiare in prima classe e vedere delle signore eleganti costrette a portarsi da casa dei teli da allungare sui poggiatesta perchè troppo sporchi.

Quando invece parlo di un immagine vecchia e triste mi riferisco, inter alia, al sito Ferrovie dello Stato se comparato al sito della corrispondente in Francia SNCF, piuttosto che al percepito che ha la gente di questa società.

La scintilla a scrivere questo post mi è venuta perchè appena salito sul treno ho aperto la pagina economica del quotidiano "La Stampa" di ieri mercoledì 21, maggio e che titolava "FS troppi costi e meno qualità". Non posso che confermare quanto affermato dalla Corte dei Conti anche se la dichiarazione si riferiva alla gestione 2005 e 2006. Sono invece in disaccordo con la dichiarazione dell'amministratore delegato Mauro Moretti che sostiene che si tratti di "cose superate". Da cliente delle Ferrovie dello Stato ricordo al dottor Moretti che se ha risanato parte dei conti, altrettanto non si può dire sulla qualità dei servizi che sono ancora di bassa qualità .  Non vedo l'ora che ci sia concorrenza, forza "treni privati", non se ne può più di un disservizio.

24/04/08

Forza Alitalia

Alitalia è una grandissima compagnia. Volo con estrema frequenza da Roma a New York e devo dire che non abbiamo nulla da invidiare ad Air France o a Lufthansa, probabilmente siamo anche meglio se solo qualcuno decidesse di gestire questa società.

La politica deve stare fuori dalla gestione di imprese come Alitalia, quello di cui abbiamo bisogno è un piano credibile, assunzione di responsabilità delle varie parti in causa e una gestione oculata.  E' doveroso trovare una soluzione al più presto nel rispetto di una società che rappresenta in qualche modo l'Italia nel mondo. Il prestito ponte che è stato garantito alla società deve permettere di fare una due diligence in grado di dare risposte precise ad una situazione di estrema emergenza. Personalmente non ho preferenze per quanto concerne i possibili acquirenti, che sia Air France o una cordata italiana l'importante è agire e prendere delle decisioni.

Sono estremamente fiducioso che Berlusconi sarà in grado di trovare una soluzione anche a costo di fare scelte impopolari per risanare una società che da troppo tempo non è gestita da nessuno.

07/02/08

Vorrei Barack Obama il 13 aprile

Sono appena rientrato dgli Stati Uniti e devo confessare che c'è  voglia di cambiamento, anche forse per scongiurare una recessione che sembra imminente.

A rappresentare il nuovo, il cambiamento è Barack Obama: di origini africane, nato nelle Hawaii nel 1961. E' giovane, forte e con gli occhi di chi vuole davvero cambiare qualcosa. Questo è quello di cui l'America ha bisogno, ma non solo l'America, anche l'Italia ne avrebbe bisogno.

Non è detto che vinca, ma ho respirato entusiasmo e energia. I giovani e i meno giovani guardano con interesse e speranza. Marianne Dowd editorialista del New York Times ha detto che “l’America sente di avere a portata di mano la realizzazione del sogno di un presidente figo, intelligente, elegante, ragionevole, acculturato, saggio e modesto”.

Vorrei tanto avere un Barack Obama da votare il 13 aprile.

28/11/07

Leader Riflessivi e Capi Stronzi

Il tema dei rapporti all'interno delle organizzazioni e all'interno degli uffici ha suscitato grande interesse anche grazie al libro di Rubert Sutton, professore di management alla Standford University, "The Asshole Method" ("Il metodo AntiStronzi" in Italia edito da Elliot) che ha venduto 250,000 copie.

Nel libro di Sutton si evidenzia come sia nociva la presenza di capi stronzi all'interno delle imprese perche' oltre a comportare una perdita economica per l'azienda che li ha assunti, impestano l'ambiente di lavoro con loro simili. Il libro propone quindi un metodo di difesa anti-stronzi con consigli pratici per tutti coloro che  a causa dei loro capi si sentono stressati e umiliati.

Il libro " Leadership Riflessive - La ricerca di anima nelle organizzazioni" (edito da Apogeo) di Andrea Vitullo, manager e coach in aziende, e' la risposta italiana al libro di Sutton. Leadership Riflessive e' un libro complesso, ma profondo che legge i fenomeni di cui sopra in chiave piu' filosofica. "Abbassare il livello della tensione e dell'aggressivita' nelle organizzazioni attraverso il dialogo, la riflessione, l'approccio filosofico, puo' contribuire in modo sostanziale ad accrescere la dimensione etica nelle pratiche di business di tutti i giorni".

Per Vitullo la tossicita' del leader e' dovuta all'ansia da performance e dai risultati che e' aggravata dall'urgenza con cui oggi si conducono tutti i business e a differenza di Sutton spinge i manager e i leader a riflettere, a fermarsi e a cercare il dialogo costruttivo non solo con i propri dipendenti e collaboratori, ma con tutti gli stakeholders dell'azienda. Il libro di Vitullo non vuole dare ne' risposte, ne' consigli, ma fare riflettere ponendo nuovi interrogativi.

Trovo il libro di Vitullo eccezzionale perche' oltre a far riflettere molti manager, probabilmete aiutera' a renderli meno stronzi.

07/10/07

"Why Africa?" a Torino

Torino sta crescendo sempre di piu' nel panorama dell'arte contemporanea. Questo week end e' stata inaugurata la prima mostra dedicata al tema del collezzionismo,  "Why Africa?" (collezione Pigozzi) presso la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli.

La collezione, iniziata nel 1989 da Jean Pigozzi ed in continua evoluzione, e' sorprendente per vivacita', colori e per l'attualita' dei temi trattati. Dalla citta' fantasma, alla tela che raffigura un defile' di moda dove i modelli sono degli animali, fino alla nuova 500 completamente dipinta a mano dalla sudafricana Esther Mahlangu, la collezione trasmette emozioni forti e ci apre le porte all'arte contemporanea dell'Africa subsahariana. L'incredibile lavoro svolto dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli e in particolare dal presidente Marcella di Pralormo e dal vicepresidente Ginevra Elkann e da Jean Pigozzi ha dato l'opportunita' agli artisti esposti, tutti presenti all'inaugurazione, di uscire dai loro confini e confrontarsi con una Torino che per l'occasione era davvero internazionale.

30/09/07

Il web e il lusso

Le maggiori firme del lusso hanno finora dedicato pochissime energie al web pensando che la loro presenza online indebolisse e svilisse i loro marchi agli occhi del loro target di riferimento.

Penso invece che l'esperienza dello shopping online per gli oggetti di lusso sia un terreno ancora tutto da esplorare e da scoprire. Ho trovato un articolo interssantissimo di Lucas Roze, pubblicato su Europa Star e intitolato "Rethinkingh the online luxury experience" che mi ha illuminato. Davvero interessante.

16/08/07

Forza Sarkozy

Alla vigilia della partita di calcio  Italia - Francia dell'8 settembre l'allenatore della nazionale transalpina Raymond Domenech ha attacato violentemente gli azzurri e il nostro paese dicendo che compriamo gli arbitri.

E cosi' il presidente francese Nicolas Sarkozy ha dato un' incredibile lezione di diplomazia nonche' una vera e propria steccata al caro Domenech: e' andato a fare jogging con un amico che indossava la maglia di Totti, con tanto di foto pubblicata sulla Gazzetta dello Sport di due giorni fa.

Nicolas Sarkozy e' davvero un  iper-presidente, come lo definiscono in Francia, che non solo e' riuscito in un capolavoro politco seducendo gli estremisti vicini a Le Pen e una parte della sinistra, ma anche dimostrandosi super presente a cio' che interessa alla gente come lo sport.

 

Tifo per Sarkozy perche' e' davvero carismatico, sono sicuro che con lui la Francia andra' molto lontano.  Chissa' se prima o poi anche noi avremo qualcuno che riuscira' a conciliare l'iconciliabile e a portare un po' di freschezza in un ambiete quasi del tutto imbalsamato.

23/07/07

Tutte le strade portano alla Fiera di Milano!

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Elezioni in Turchia: tutto il mondo e' paese 2

Cimg6827 Istanbul e' una citta' incredibile e visitarla nel week end delle elezioni la rende ancora piu' affascinante. Ieri 43 milioni di Turchi erano chiamati al voto per eleggere il nuovo parlamento.

Ancora una volta ho avuto prova che il mondo e' un grande paese.

Vittoria quasi scontata per il partito di destra AK del premier Tayip Erdogan con la sinistra che disturba, cerca appigli per giustificare la sconfitta ed eventualmente celebrarla. Avevo assistito alla stessa cosa un mese fa in Francia.

Articolo del Turkish Daily News di ieri che titola "Il lavoro  piu' vantaggioso in Turchia: essere deputato".  Avevo appena finito di leggere il libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La Casta e mi sembrava che solo da noi la classe politica avesse degli enormi vantaggi. Invece e' la stessa cosa a detta dei turchi e dei francesi.

E poi appena finite le elezioni inizano a capeggiare gli articoli sui brogli elettorali. Almeno in Turchia mi sono divertito a vedere i votanti con il dito indice della mano destra macchiato di inchiostro per impedire alla stessa persona di votare piu' volte.

Morale:  inizio a stufarmi di tutti coloro che scrivono che certe cose succedono solo in Italia.

11/07/07

iPhone che delusione

Come fondatore di una societa' VOIP che tramite Web permette di telefonare verso telefoni fissi e cellulari a prezzi altamente competitivi ho finalmente provato l'iPhone.

Non ho fatto nessuna follia per acquistarlo e mi sono limitato a provare quello del mio socio americano che, vittima del marketing della Apple, e' stato uno dei primi ad averlo.  Non posso immaginare che per questo aggeggio, per quanto bello e cool, la gente abbia fatto code interminabili e abbia pagato su eBay cifre tre o quattro volte superiori al prezzo di vendita. 

Tanto per iniziare dimenticatevi la compattezza, l' iPhone sara' pure sottile ma e' lungo e largo e soprattutto lento. Troppo lento per noi abitutati alla velocita' del Blackberry. La lentezza per aprire i messaggi o per passare da uno all'altro farebbe impazientire anche la persona piu' zen della terra.  Mi sono fatto coraggio e ho provato come funzionano i tanto adorati sms.

Gli sms funzionano esattamente come sul Treo, sono messi in forma di chat. Ogni sms che viene inviato ad un determinato numero di telefono viene memorizzato e compare in sequenza come in una chat. Devo dire che questo mi piace molto. Unico incoveniente e' che quando si vuole cancellare una conversazione precedente si e' costretti a cancellare tutto o perlomeno io non ho trovato la funzione per cancellare solo una parte dei messaggi!!!

Dove mi aspettavo la vera rivoluzione e' il browser. L'iPhone doveva rappresentare internet in mobilita', non e' cosi. Non e' niente di piu' di tanti altri telefoni gia' in commercio.

Il telefono funziona...cosi' come la tastiera anche se non e' poi cosi' rivoluzionaria come la definisce Steve Jobs.

La fotocamera e le funzioni proprie dell'iPod non hanno nulla dinuovo, anzi la fotocamera e' gia obsoleta e farebbero meglio a lavorare su un upgrade della stessa.

Insomma avevo immaginato qualcosa di strabiliante e invece l'iPhone e' semplicemente un oggetto cool, ma assolutamente non rivoluzionario. Io continuo ad essere un sostenitore del Blackberry.

A mio avviso i veri vincitori dell'operazione iPhone sono i marketing boys della Apple, hanno fatto un lavoro egregio e centrato il risultato: vendere, vendere, vendere.

Nova100